Incontro con il SUNIA

Prima di chiudere questo percorso di incontri con molti cittadini, rappresentanti di categoria, sindaci, vorrei raccontarvi anche quello che ho avuto diversi giorni orsono con la Segretaria Provinciale del SUNIA la Dottoressa Deborah Marcon, rappresentante locale del Sindacato che porta avanti le istanze degli affittuari, ma anche di molti piccoli proprietari di immobili della propria abitazione.
Mi ero incuriosito dalla riduzione nella nostra provincia degli sfratti nel 2024 rispetto agli anni precedenti, nonostante sia quasi costante il numero delle richieste di sfatto nello stesso periodo di confronto.
Sono partito da quella apparente incongruenza e mi è stato dipinto un quadro desolante per un diritto essenziale come la casa. Desolante sia per l’inerzia istituzionale ad affrontare le situazioni di difficoltà, sia per dare una prospettiva concreta a quanti vogliono uscire dal nucleo famigliare, ma non hanno le risorse per farlo.

I dati, mi viene fatto notare, ci mostrano un mercato segnato dalla mancanza di risorse per sostenere l’edilizia pubblica e di idee per riattivare il privato. Un mondo pubblico fatto di regole di accesso che sono concepite esclusivamente per affrontare i casi disperati dove riesce (forse) ad ottenere un alloggio chi è già arrivato al fondo e non di programmazione. Un mondo privato fatto di riduzione delle esecuzioni di sfratto in quanto sono sempre meno i proprietari che riescono ad arrivare in fondo, e solo in quel momento si attivano (forse) le situazioni di assegnazione in emergenza abitativa superando la graduatoria. Le situazioni che danno maggiore punteggio, infatti, sono non avere abitazione per più di un anno o avere uno sfratto esecutivo, il che vuol dire che la “premialità” delle poche case a disposizione va non a chi vuole salvarsi, ma a chi è già a terra. Colmare il buco lasciato vuoto tra tutelare l’interesse del proprietario e il diritto alla casa dell’inquilino è lasciato alle buone intenzioni dei comuni.
Mancano completamente progetti che consentano di aumentare l’offerta pubblica ed anche di affrontare le richieste delle categorie dei proprietari di casa: sembra che il tema alla politica veneta non interessi, non lo voglia affrontare oppure non sia in grado di affrontarlo.

Un dato per tutti mi ha fatto capire il nostro limite: la media italiana di pubbliche abitazioni è al 4% ma in Veneto siamo al 3,4%. In Francia sono oltre il 35%.
La Segretaria mi ha raccontato che la proposta SUNIA è quella di investire almeno l’1% del PIL regionale per le case popolari. Proposta che non ha finora mai trovato occasione di venir rappresentata in Regione e questo è inconcepibile: c’è tempo per decine di tagli di nastro al giorno, ma non per affrontare un diritto fondamentale dell’uomo.
La legge regionale per le case popolari stessa, inoltre, presenta degli aspetti punitivi, rigidità e storture che complica la sua applicazione, facendo ricadere i costi del mantenimento delle abitazioni su chi ha sbagliato o su chi ha problemi oggettivi.
Ho capito che nella stagnazione generalizzata dei redditi, il problema casa e degli affitti fa aumentare e portare ad una ulteriore difficoltà i Comuni che cercano di aiutare i cittadini che decidono di chiedere aiuto.
Mi ha stupito poi apprendere che oltre al sottoscritto, nessuno sia andato al SUNIA a chiedere chiarimenti, conoscere, confrontarsi, proporre qualcosa visto che si candida a governare il Veneto.
L’impegno che faccio qui, ma che ho detto anche alla Segretaria è che continuerò ad essere presente sul tema, a seguire le proposte degli inquilini ed ascoltare le loro richieste. Il Veneto, con la sua ricchezza e capacità di fare, potrebbe tranquillamente dare risposte a tutti coloro che chiedono aiuto. Ed io continuerò ad esserci: il mio primo impegno sarà quello di far aumentare i fondi per l’edilizia pubblica ed arrivare a presentare la proposta SUNIA dell’1% del PIL in investimenti.
Ringrazio Deborah Marcon per l’immediata disponibilità all’incontro.

Colloquio ed impegni con il mondo veterinario

Ieri ho avuto l’opportunità di avere una conversazione con la Presidente dell’Ordine dei Veterinari della Provincia di Treviso la Dottoressa Alessia Grassigli in merito alle situazioni che il mondo veterinario deve affrontare. Ho chiesto l’incontro perché volevo confrontarmi sui temi che riguardano gli animali da macellazione e le strutture che sono sempre meno anche nella nostra zona.


Invece la Presidente ha colto l’occasione per chiedermi un impegno su:

  • Aiutare i Comuni che hanno l’obbligo di raccogliere i gatti e gli altri animali randagi sul territorio obbligando tutti i proprietari a munirli di microchip fin dalla nascita: il riconoscimento degli animali da compagnia farebbe diminuire la spesa pubblica di gestione e cura dei randagi da parte dei comuni e delle ASL
  • Favorire l’aumento del numero dei medici veterinari dipendenti pubblici al fine di garantire ancora più sicurezza ai prodotti alimentari di origine animale, dal latte, allo yogurt, alla carne, alle uova ed anche al miele.
  • Attivare un maggior controllo degli insetti vettori portatori di malattie, ad esempio west Nile disease, mortale nell’uomo come avvenuto l’anno scorso in Veneto, che colpisce gli ovi caprini ed è sempre trasmessa da insetti vettori.
  • Bisogna fornire risorse affinché aumentino i controlli contro le malattie nei nostri allevamenti, ad esempio la peste suina che minaccia la produzione del prosciutto di Montagnana portando danni economici importanti. Si tratta di una malattia innocua per l’uomo ma altamente contagiosa e mortale per i suini e i cinghiali. Animali che sono molto presenti nel territorio sia dell’Alto Trevigiano sia del Bellunese sia in tutti i colli veneti. Lo spostamento di questi animali potrebbe contribuire a far diffondere la malattia
  • Serve prevenzione e controllo degli eventuali focolai di influenza aviaria una malattia mortale per i polli: maggiori fondi per la prevenzione dell’influenza che porta all’eliminazione dei capi presenti in allevamento ed è trasmissibile all ‘uomo. Sebbene la nostra provincia non sia al livello di quella di Verona (quella con maggior produzione di polli d’Europa) nel trevigiano gli allevamenti sono parecchi.
    L’impegno che ho promesso a conclusione del colloquio è quello di presidiare questi temi e fornire risposte concrete alle richieste e suggerimenti che mi sono pervenuti. Mi occupo di cibo ed alimentazione, perseguo la filosofia di un cibo sano, pulito e giusto. Questi obiettivi ben si coniugano con la cura ed il benessere degli animali, affinché vivano in ambienti puliti e rispettosi delle normative; affinché non soffrano in quanto è provato che oltre alla barbarie dell’uomo che fa soffrire gli animali in certi allevamenti, gli stessi daranno un prodotto qualitativamente peggiore per l’alimentazione.
    Ringrazio la Dottoressa Grassigli e mi impegno a stare al fianco dei veterinari pubblici e privati.

STRAPPANO I MIEI MANIFESTI PERCHÉ NON SANNO AFFRONTARE LE MIE IDEE.

Oggi ho trovato quasi tutti i miei manifesti asportati.
Non è un caso. È un metodo.
È il modo in cui certa politica — incapace di guardare le persone negli occhi — prova a zittire chi parla di diritti, legalità, dignità e giustizia sociale.

Chi fa queste cose non è forte: è debole, è spaventato, è allergico al confronto.
Io no. Io ci metto la faccia, sempre.
Loro, invece, strappano la carta di notte. È questa la differenza tra chi crede nella democrazia e chi la usa solo quando fa comodo.

Ma c’è una cosa che chi ha compiuto questo gesto dovrebbe sapere:
👉 si può strappare un manifesto, non un’idea.
👉 Si può coprire una foto, non il coraggio di parlare chiaro.
Io continuerò a stare tra le persone, nei mercati, nelle piazze, nei paesi di questa terra che amo.
E più proveranno a cancellarmi, più sarò presente.

Perché il Veneto che voglio costruire è quello delle regole, del rispetto, del lavoro vero e della democrazia, non delle scorciatoie vigliacche.
Ad ogni modo denunceremo il fatto all’autorità giudiziaria competente

Alberghiero di Possagno: la mia scuola e quelle della Pedemontana devono continuare ad esistere. Il mio impegno.

COMUNICATO STAMPA
a cura di: Omar Lapecia Bis

Sono figlio della storica scuola alberghiera di Possagno, un’istituzione formativa che ha cresciuto centinaia di giovani oggi affermati nel settore della ristorazione e della formazione. Oggi questa scuola, simbolo di un patrimonio culturale e sociale prezioso della nostra Pedemontana del Grappa, rischia di essere definitivamente chiusa.
La situazione degli istituti secondari superiori di secondo grado nella Pedemontana è drammatica e inaccettabile.
Non esistono più scuole superiori adeguate sul nostro territorio e i nostri studenti sono costretti a migrare verso Montebelluna o Bassano per poter continuare gli studi.

L’orientamento scolastico si basa solo sulla capacità delle famiglie di sostenere gli spostamenti, ignorando completamente le attitudini, il talento e i progetti di vita delle nostre ragazze e ragazzi.

Questa è la realtà di un abbandono profondo e sistemico della nostra terra da parte delle istituzioni regionali, che hanno ridotto al silenzio una comunità intera e stanno cancellando un pezzo fondamentale del nostro futuro.
Io mi impegno a cambiare questa situazione, a portare la voce della Pedemontana, delle sue scuole e dei suoi giovani all’interno del Consiglio regionale. Difenderò con determinazione il diritto all’istruzione sul nostro territorio e il valore della nostra tradizione formativa, perché non si può permettere che un patrimonio così importante venga disperso nell’indifferenza.
Omar Lapecia Bis detto”Omar”
Candidato al consiglio regionale del Veneto lista PD Manildo Presidente

Omar Lapecia Bis detto”Omar”
Candidato al Consiglio Regionale del Veneto lista PD – Manildo Presidente

Domani si avvia un nuovo Anno Scolastico. Parole chiare agli studenti dal discorso di Elly Schlein con i miei auguri.

Elly Schlein saluta Anna Granzotto, Treviso 8 Settembre ’25

Dalla grande partecipazione di ieri alla Festa Democratica di Treviso con Elly Schlein e Giovanni Manildo è arrivato un segnale forte di comunità e di voglia di cambiamento.

Il nostro Veneto si trova davanti a sfide decisive: garantire una scuola pubblica di qualità, rafforzare i servizi pubblici essenziali, sostenere la sanità territoriale e prenderci cura dei nostri territori con politiche davvero sostenibili. Guardare al futuro con progettualità e senza improvvisazione.

Un saluto a tutti gli studenti che domani cominciano che l’anno scolastico 25-26.
Studiare non è un favore che si fa agli altri, non è solo un obbligo da rispettare. Studiare serve a voi : per crescere, per capire davvero il mondo, per non farti fregare da chi ti offre soluzioni facili. È libertà, è forza, è la capacità di guardare negli occhi chi ha il potere senza abbassare lo sguardo.

Eppure oggi troppe famiglie si trovano davanti a scelte ingiuste: persino decidere quale figlio far proseguire negli studi perché il costo dei libri e dei mezzi di trasporto è diventato insostenibile. In Veneto oltre il 60% degli studenti della formazione professionale cambia profilo una volta concluso il percorso, segno che l’orientamento scolastico non funziona come dovrebbe. E ancora, molti dei nostri giovani, formati con sacrifici enormi loro e delle loro famiglie, finiscono per emigrare all’estero pur di trovare condizioni di vita dignitose.
La scuola deve tornare a essere il primo luogo di emancipazione e non un lusso per pochi. Dobbiamo garantire pari opportunità a tutti: dal trasporto pubblico gratuito per gli studenti, al sostegno per i libri di testo, a un orientamento vero e attento alle aspirazioni di ciascuno.

Ed è stato bello, ieri, sentire la nostra segretaria rimarcare l’importanza dei valori, in una società che spesso sembra averli smarriti. Ancora più emozionante è stato vederli riflessi negli occhi di Anna Granzotto, la staffetta partigiana che ha contribuito a scriverli della nostra Costituzione Antifascista.

Siamo una comunità che non si rassegna. Crediamo che solo attraverso scuola, servizi pubblici forti, tutela del territorio, lavoro dignitoso e il richiamo ai nostri valori fondanti si possa costruire un futuro di equità, salute, istruzione e sviluppo sostenibile per il Veneto.

Cari studenti, studiare è la vostra arma più forte. Non lasciamola mai diventare un privilegio per pochi.
Il nostro impegno parte da qui: insieme, uniti, per un Veneto più giusto, più inclusivo e nel rispetto della nostra Costituzione Antifascista.

Dazi USA: doppia minaccia per il Made in Italy nel Veneto

COMUNICATO STAMPA
a cura di: Omar Lapecia Bis

Dazi USA: doppia minaccia per il Made in Italy nel Veneto.

Urge un drastico cambio di rotta alle elezioni regionali tra incertezze e assenza di tutela per produttori e mondo del lavoro

La decisione dell’amministrazione Trump di imporre dazi al 15% sulle esportazioni europee, entrata in vigore il 7 agosto 2025, colpisce duramente due settori chiave dell’economia veneta: il vino di eccellenza e l’industria dell’acciaio inox della inox Valley nella provincia di Treviso.

Il comparto vinicolo, con un export verso gli USA superiore ai 600 milioni di euro annui, subisce un danno stimato in circa 317 milioni di euro nel prossimo anno, con gravi ricadute sulla filiera e sull’occupazione locale. Parallelamente, la “Inox Valley” rischia di perdere una parte significativa del proprio volume d’affari a causa dei dazi fino al 50%, che penalizzano fortemente l’export verso gli USA, aggravando la concorrenza sleale di prodotti a basso costo provenienti dall’estero.

Questa doppia emergenza mette in luce una politica estera italiana approssimativa e inefficace, attribuibile alle stesse forze politiche che oggi governano la Regione Veneto. A peggiorare la situazione, in questo momento di crisi, è l’incertezza sulle elezioni regionali venete: non è ancora chiaro chi sarà il candidato presidente e – ancor più grave – non esiste una data ufficiale per le elezioni, le quali dovranno comunque tenersi entro il 23 novembre 2025. Questa nebulosità politica è nemica degli imprenditori che hanno bisogno di certezze per programmare investimenti e produzione. Purtroppo il clima di incertezza finisce per giocare a favore delle difficoltà del tessuto produttivo e del lavoro.

Di fronte a tanta inefficienza e confusione, è indispensabile un drastico cambio di rotta e di passo alle prossime elezioni regionali, per mettere finalmente al centro le esigenze di chi produce e di chi lavora in Veneto. Serve una guida forte, chiara e responsabile, con politiche concrete che tutelino il Made in Italy, sostengano il mondo del lavoro e rilancino l’economia veneta.

Il prossimo voto rappresenterà un momento di svolta per il Veneto, con una politica capace di garantire stabilità, certezze e strumenti concreti di sostegno per produttori e lavoratori, affinché possano affrontare con fiducia le sfide internazionali. Di fronte a tanta inefficienza e confusione, il centro-sinistra ha già un candidato autorevole e un programma chiaro per lo sviluppo del Veneto. Giovanni Manildo.

Noi lavoriamo per il futuro, e non a caso il nostro slogan è “Creare Futuro”.

In questo momento decisivo, il Veneto ha bisogno di una guida che metta al centro la tutela di chi produce, di chi lavora e le nuove generazioni. È il momento di scommettere sul cambiamento concreto, di costruire insieme un domani migliore.

Omar Lapecia Bis candidato al Consiglio Regionale del Veneto

La dignità del lavoro e della terra non si barattano: basta schiavitù nei campi veneti

COMUNICATO STAMPA
a cura di: Omar Lapecia Bis
Presidente Slow Food Alta Marca Trevigiana

«La dignità del lavoro e della terra non si barattano: basta schiavitù nei campi veneti»

Le drammatiche testimonianze emerse in questi giorni – lavoratori trattati come schiavi nelle campagne trevigiane, sfruttati nei campi di radicchio e rinchiusi in baracche senza diritti né tutele – rappresentano una ferita aperta non solo per la Marca ma per l’intero Veneto.

Uomini e donne costretti a turni massacranti, con paghe irrisorie e minacce, hanno raccontato una realtà che non possiamo più fingere di non vedere. Una realtà che macchia la nostra terra, quella stessa terra che dovrebbe essere simbolo di qualità, eccellenza, ospitalità.

Non è accettabile che, dietro al radicchio di Treviso o alle vigne del nostro territorio, si nascondano condizioni di sfruttamento che ricordano la schiavitù. I titolari delle aziende sapevano, i caporali gestivano i turni, e gli stessi lavoratori – malnutriti, malati, ridotti al silenzio – hanno denunciato condizioni abitative indegne, cucine improvvisate per decine di persone, letti ammassati.

Come Slow Food denunciamo con forza questa deriva. La terra va coltivata con rispetto, e il rispetto parte dalle persone: dal riconoscimento di un salario equo, di contratti regolari, di condizioni di lavoro sicure. Chi produce cibo sulle spalle della disperazione non merita di rappresentare il nostro Veneto.


Le azioni concrete che chiediamo

Per costruire un Veneto in cui il cibo sia davvero buono, pulito e giusto, chiediamo:

  1. Controlli veri e frequenti nelle campagne e nelle aziende agricole, con ispettorati del lavoro potenziati e sanzioni esemplari a chi sfrutta.
  2. Filiera trasparente, che obblighi ogni prodotto certificato (DOP, DOCG, IGP) a garantire anche la tracciabilità etica del lavoro, non solo quella agricola.
  3. Sportelli territoriali di tutela per i lavoratori agricoli stranieri e stagionali, con mediatori culturali e assistenza legale gratuita.
  4. Premialità e sostegno economico alle aziende che dimostrano contratti regolari, paghe giuste e condizioni abitative dignitose per i braccianti.
  5. Educazione e sensibilizzazione nelle scuole, nei mercati e nelle comunità: il consumatore deve sapere che dietro a un prezzo troppo basso spesso si nasconde lo sfruttamento.
  6. Un marchio etico veneto che certifichi i prodotti non solo per qualità agricola, ma anche per giustizia sociale.
  7. Un Patto per la Terra che unisca istituzioni, agricoltori onesti e cittadini per difendere insieme chi lavora e chi produce nel rispetto della dignità umana.

Il Veneto del futuro

Nel prossimo governo regionale si dovrà tenere conto di queste emergenze. Non possiamo più permetterci un’agricoltura fondata sullo sfruttamento: il futuro del Veneto dovrà poggiare su chi custodisce la terra e le persone, non su chi lucra sulla disperazione.

Se vogliamo che il Leone alato resti simbolo di giustizia e libertà, dobbiamo costruire un modello agricolo che metta al centro la dignità del lavoro, la qualità del cibo e la sostenibilità ambientale e sociale.

Solo così la Marca Trevigiana e l’intero Veneto potranno essere davvero la patria di un cibo buono, pulito e giusto.

Le parole del Sindaco di Conegliano Fabio Chies

Ho ricevuto parecchie telefonate da Conegliano e provincia per le parole del Sindaco Fabio Chies nei miei confronti. È nota la distanza politica che ci separa ed è anche noto che non ha mai mancato di partecipare agli incontri Anpi che abbiamo organizzato. Noti sono anche gli importanti inviti che ci ha fatto alle ricorrenze costituzionali durante tutto il suo mandato chiedendoci anche di tenere le solenni orazioni. Un bon ton istituzionale che molti hanno confuso con altro, per ignoranza. Pochi sanno però che nel frattempo si è consolidato un rispetto reciproco che credo abbia fatto bene alla Città di Conegliano. E pazienza se quando indichi la luna lo stolto guarda il dito. Buona campagna anche a Te Fabio.